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Società “multi” e periferie

Società “multi” e periferie

La società nella quale viviamo si caratterizza per una convivenza “multi” (multiculturale, multireligiosa, multietnica). E questa è una cosa bella, una ricchezza, una forza che ci apre gli orizzonti della vita. Afferma papa Francesco: “Milanesi, sì, ambrosiani, certo, ma parte del grande Popolo di Dio”. Siamo un popolo formato da mille volti, storie e provenienze, un popolo multiculturale e multietnico. Questa è una delle nostre ricchezze. Siamo un popolo chiamato a ospitare le differenze, a integrarle con rispetto e creatività e a celebrare la novità che proviene dagli altri. Siamo un popolo che non ha paura di abbracciare i confini, le frontiere; è un popolo che non ha paura di dare accoglienza a chi ne ha bisogno perché sa che lì è presente il suo Signore.

Ancora una volta papa Francesco ci ha ricordato che i carismi sono per le periferie e non per l’autoconservazione.

“Non importa quanti siete. Siete quelli che siete! Andate nelle periferie, andate ai confini a incontrarvi col Signore, a rinnovare la missione delle origini, tornate nella Galilea del primo incontro! E questo farà bene a tutti noi, ci farà crescere, ci farà moltitudine. Scegliete le periferie, risvegliate processi, accendete la speranza spenta e fiaccata da una società che è diventata insensibile al dolore degli altri”.

Nella nostra debolezza come congregazioni, possiamo farci più attenti a tante fragilità che ci circondano e trasformarle in spazio di benedizione.

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