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Saveriani in visita a Taranto

Saveriani in visita a Taranto
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Il 7 novembre un gruppo di saveriani, di cui nove provenienti da Salerno, comprese due missionarie di Maria, sono arrivati a Taranto per celebrare la festa del Fondatore. Avevano, tra l'altro, lo scopo di visitare la città. Li ho accompagnati volentieri per l'amore che porto alla città, che ha visto i miei avi abitarla fin dal 1500. Ciascuno di essi ha fatto esperienza in paesi lontani: Bangladesh, Messico, Sierra Leone, Indonesia, Camerun... ma non conoscevano la città dei due mari.
Era una bella giornata, c'era il sole e l'aria tiepida .Il tour ha avuto inizio con la visita al Castello Aragonese, sempre disponibile con i suoi ufficiali a guidare gli ospiti all'interno di un luogo carico di storia, la cui data di fine lavori risale al 1492.

In realtà, come nel gioco delle scatole cinesi, andrebbe portato alla preistoria in una stratificazione che dimostra come l’insediamento della popolazione ha avuto in quel punto una rocca difensiva strategica, oggetto ancora oggi di scavi che mostrano aspetti incredibili di storia passata e meraviglia ai nostri occhi.
All'uscita ci aspettava Nello De Gregorio, tarantino doc, appassionato studioso delle testimonianze del territorio e storico scopritore degli Ipogei, che si nascondono sotto i palazzi importanti della città "vecchia" scavati nel blocco tufaceo (càrparo), che ne costituisce il sottosuolo. Non abbiamo avuto il tempo per discendervi, sacrificandoli per una prossima occasione.

La città vecchia è situata sopra un’isola divisa in due parti: quella alta guarda verso il Mar Grande, l’altra metà degrada verso il Mar Piccolo. Nello ci ha guidati verso la cattedrale dedicata al santo patrono Cataldo, di origini irlandesi.
P. Franco Manganello, nell’uscire dal Cappellone, si è accorto che, nell’angolo a destra, c’era l’organo e istintivamente si è messo a suonarlo, attirando l’attenzione di alcuni turisti e del sacrestano che è subito accorso.

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