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Non sono sul campo, eppure…

Non sono sul campo, eppure…
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Ho lasciato la mia amata Amazzonia da qualche anno. Non ce la faccio a ripartire, eppure la mia testa e il mio cuore corrono là. E la nostalgia aumenta sempre più perché la mia gente mi scrive, manda messaggi e piccoli regali, a volte qualcuno telefona. Vuol sentire al vivo la mia voce.

Ronilde e il volo di farfalla

Ronilde è una giovane di Abaetetuba e ha una passione: la catechesi. Ha aiutato tanti giovani ad amare il vangelo e a diventare catechisti. Da qualche anno ha dovuto smettere. Aveva un tumore, è stata operata e sta recuperando.

Dice lei stessa: “Devo affrontare 18 sessioni di chemioterapia… Sono momenti un po’ difficili, ma pieni della grazia di Dio. Nonostante tutto, è un’esperienza di incontro, di fiducia in Dio. È bello sentire vicino l’amore di Dio e di Nostro Signore. Che davvero Dio mi dia la grazia di diventare nuova, dentro e fuori. Non esco più di casa, ma cammino attorno, innaffiando le piante, guardando i pesciolini della vasca, conversando con i miei, leggendo, pregando… Avevo proprio bisogno di questo tempo nel quale in me Maria prevale su Marta. È come il processo che porta la larva a trasformarsi in farfalla, che si libera dall’involucro e si libra in un bellissimo volo.

Solo Dio è capace di dar senso a cose che ci paiono senza senso…”.

Sueli e la “rivoluzione mariana”

Sueli è stata direttrice, ad Abaetetuba, della casa dei “Meninos de rua” (ragazzi di strada). Ora abita in un condominio a Belém, capitale dello Stato del Parà. Donna di fede, voleva aiutare i vicini di casa a conoscere il Signore e il vangelo.

“Domani faremo la celebrazione di chiusura del pellegrinaggio della Madonna nelle nostre case. Non sono state molte quelle che hanno aderito, ma abbiamo passato otto giorni meravigliosi, con molte preghiere, testimoniando la bellezza della presenza di Dio nella nostra vita, che ci apre il cuore e ci fa sentire sempre più fratelli. Pare che qualcosa stia cambiando. Per esempio non c’è più quella freddezza quando ci si incontra. Ci salutiamo, ci sorridiamo, ci interessiamo dei malati. Ora stiamo già pensando ad altri incontri. Può prepararci una celebrazione da fare nelle case? Sarebbe un bel regalo per le nostre famiglie”.

L’ho fatto e Sueli mi ha risposto. “Tutto è stato meraviglioso; ogni volta facciamo nuove amicizie. La chiusura è stata bellissima. Tanta gentilezza e disponibilità da parte di molti”.

Erbe e prediche… miracolose

Dona Deca è un’appassionata catechista. Mi vuole ancora ad Abaetetuba. E continua a pregare. Approfittando dell’amico medico Mario Mariani, gli ha consegnato un pacchetto per me. Si tratta di erbe miracolose. “Le prenda con fede - mi scrive - mio cognato è perfettamente guarito”.

Poi ho ricevuto anche una lettera particolare da Isabela. “Forse lei non si ricorda di me, ma io mi ricordo come se fosse adesso dell’ultima Messa da lei celebrata, il giovedì santo. Ci parlò dell’amore sconfinato di Dio. Quando io ero una bambina mi piaceva molto andare a Messa con mia nonna ed ero felice di ascoltare la sua predica, nella quale ci faceva capire quanto Dio ci amasse. Oggi ho 17 anni e le sono molto grata per avermi introdotta in questo mondo meraviglioso. Da poco tempo abbiamo costituito un gruppo di giovani. Ci aiutiamo, giochiamo, preghiamo e stiamo studiando il modo di aiutare tanti ragazzi che hanno bisogno di conoscere, amare e seguire Gesù”.

Così, io non sto più sul campo, ma c’è gente appassionata di Gesù che continua a farlo conoscere ed amare anche a nome mio.

Grazie fratelli e sorelle della mia amata Amazzonia. Che il Signore vi sorrida e vi benedica.

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