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Migrazione e interAzione

Migrazione e interAzione
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Piante ed erbe viaggiano, si spostano in silenzio, in balia dei venti. Per la diffusione delle specie, la natura ricorre a ogni possibile vettore. Ma la gran parte del viaggio spetta agli animali. La natura prende in prestito gli uccelli consumatori di bacche, le formiche giardiniere, le docili pecore... E poi c’è l’uomo, animale tormentato in continuo movimento, libero scambiatore della diversità.

L’evoluzione ha cosi il suo tornaconto. La società no. Il minimo progetto di gestione dell’evoluzione, per l’uomo, cozza contro il calendario delle sue previsioni su cui basa il suo sistema di vita (economico-finanziario, gestionale, amministrativo…).

Per questo si diffonde nel nostro quotidiano parlare, l’uso di alcuni verbi, sinonimo di azioni umane e politiche, quali: ordinare, imporre, conservare, gestire, arginare, vietare, regolare, fissare… Al cospetto dei venti e degli uccelli, per l’uomo contemporaneo rimane il problema dei divieti nel suo migrare.

Chi vive, da autoctono, un territorio, è chiamato ad accogliere il nuovo che arriva, il migrante, per essere testimone della diversità che connota. Si potrà così dar vita a un giardino planetario, spazio del mescolamento e dei flussi che rimodella identità e appartenenze. La Festa dei Popoli, dunque, è anche sinonimo di riflessione e confronto sul tema della migrazione e dell’InterAzione.

In occasione del Convegno che ha anticipato la festa, abbiamo incontrato la cittadinanza, dando voce alle esperienze di buona accoglienza. Per chi non fosse stato presente, ma vuole vedere con i propri occhi, non resta che invitarvi alla prossima edizione nel 2018!

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