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Made in Italy in Yemen

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Spiccano, tra le autorizzazioni all’esportazione dell’Italia nel 2016, quelle rilasciate all’Arabia Saudita. Il valore complessivo è di oltre 427 milioni di euro. Balza all’attenzione, soprattutto, una licenza da 411 milioni di euro rilasciata all’azienda RWM Italia con sede a Ghedi (BS). La Relazione non lo esplicita, ma è destinata proprio all’Arabia Saudita. Si tratta di quasi ventimila bombe Mk 82, Mk 83 e Mk 84, che, con ogni probabilità, verranno sganciate dall’aeronautica militare saudita sullo Yemen. Dal marzo del 2015, infatti, una coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta, senza alcun mandato da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nel conflitto in corso in Yemen, con pesanti conseguenze anche sulle zone abitate da civili, strutture sanitarie ed educative.

A due anni dal conflitto la situazione umanitaria in Yemen è catastrofica: oltre 10mila persone uccise di cui 1.500 bambini, 17 milioni che necessitavano di assistenza alimentare. Il sistema sanitario è sull’orlo del collasso. I bombardamenti sauditi, sono stati ripetutamente condannati dal Segretario generale delle Nazioni Unite. E sono stati oggetto di una specifica indagine di un gruppo di esperti che lo scorso 27 gennaio ha inviato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un dettagliato rapporto che documenta, tra l’altro, l’impiego di bombe prodotte dalla R.W.M. Italia S.p.A. Bombardamenti che possono costituire “crimini di guerra”. Ma, ancora una volta, nessuno parla in Italia anche perché i profughi yemeniti non possono raggiungere le nostre coste. E quindi non fanno notizia.

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