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La giustizia di Dio è il perdono

La giustizia di Dio è il perdono
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La misericordia si declina anche nel lavoro per la riconciliazione e la pace. Negli anni novanta, in Sierra Leone, la popolazione si è trovata coinvolta in una crudele guerra civile che ha causato migliaia di morti, mutilati, rifugiati, distruzioni, bambini soldato, disgregazione delle famiglie e della società.

Anch’io sono stato assalito, mi hanno strappato con forza la croce pettorale, tolto l’anello, rubato l’orologio e sono stato detenuto per tre giorni. Bisognava far dialogare i combattenti perché la soluzione dei conflitti non si ottiene con le armi. Le guerre, infatti, non cominciano sul campo di battaglia, ma dal cuore dell’uomo. Bisognava sanare i cuori.

Così è intervenuto il Consiglio Interreligioso, di cui facevo parte come rappresentante della chiesa cattolica. Abbiamo iniziato con una giornata di riflessione e preghiera, partendo dai nostri valori religiosi alla luce della Bibbia e del Corano.

Il bene di domani vale più del male di ieri

Poi, a volte con grande rischio, abbiamo incontrato le parti in conflitto, cercando di capire le ragioni degli uni e degli altri. Il processo di pacificazione è stato lungo, ma ha portato alla riconciliazione e al perdono.

Un giorno chiesi ad un giovane ragazzo se, nonostante tutto, lui si ritenesse ancora un buon cristiano. Mi rispose subito: “Sì, perché prego e perdono”.

Aveva capito che “la giustizia di Dio è il suo perdono”(MV 20). Scrive papa Francesco: “La misericordia non è contraria alla giustizia ma esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità di ravvedersi, convertirsi e credere” (MV 21). Per il Signore, l’uomo non coincide con il suo male o i suoi limiti, ma con le potenzialità e aspirazioni più profonde. Davanti a Dio il futuro conta più del passato.

Il bene di domani vale più del male di ieri. I cristiani sono quelli che credono nel futuro, nell’amore misericordioso del Signore.

Gli occhi, le mani, la bocca di Gesù 

In apertura del Giubileo siamo entrati per la porta della Misericordia. Ricordiamoci che la porta è Cristo, che ci conduce al Padre e ci guida in uscita verso il mondo. Usciamo e guardiamo gli altri con gli occhi di Gesù: occhi di amore e non di esclusione. Usiamo le mani come Gesù: mani che guarivano, che donavano, aperte per aiutare, mai per colpire o ferire. Usiamo la bocca come Gesù: bocca che proferiva parole buone, di gioia, perdono, incoraggiamento, amore.

È giunto il tempo della misericordia, in cui il cristiano mostra il suo volto fraterno all’umanità ferita. È questa la verifica dell’autenticità dell’essere discepoli di Gesù nel mondo di oggi.

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