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La giornata del missionario

La giornata del missionario

Sarei dovuto partire per Dana, la parrocchia servita da p. Sergio Galimberti fino a inizio giugno. Non mi sentivo troppo bene e ho preferito passare la notte qui in città...

Alle tre del mattino mi svegliano i tuoni e la pioggia che batte violenta sulle lamiere del tetto: posso spegnere la sveglia, oggi non si parte. I sette chilometri di strada bianca sono impossibili quando piove, meglio non rischiare di cadere con la moto. Però sono arrivate le piogge, benedette dalla gente per poter seminare.

Solo al Centro culturale

Ho un po’ di tempo libero non previsto, cosa rara di questi tempi. Da giugno sono rimasto solo al Centro culturale che dirigo. Il collaboratore che era qui è partito per continuare la formazione universitaria. Per fortuna, in questo tempo di vacanze scolastiche, la nostra biblioteca era chiusa per mancanza di utenti. Solo qualche volenteroso professore è venuto a preparare i corsi del nuovo anno (qui non solo gli studenti, ma spesso anche gli insegnanti hanno i libri di testo).

Nel Centro culturale, infatti, abbiamo una ricca biblioteca con tutti gli aspetti delle popolazioni della regione: antropologia, linguistica, storia, geografia... Nemmeno all’università trovano tanto materiale e la voce si è sparsa...

I lavori al museo…

Nella stagione delle piogge, che corrisponde all’estate italiana, abbiamo iniziato i lavori del museo, aiutato da alcuni studenti dell’università di Maroua, dipartimento di belle arti, in stage qui. Serviva allestire le sale. Abbiamo incominciato con la prima, quella di preistoria e storia antica di questa regione. Un giovane archeologo camerunese mi ha dato una mano a scegliere gli oggetti da esporre, alcuni molto antichi, dell’era paleolitica, frutto di suoi scavi archeologici. Un falegname ha poi fabbricato le vetrine per l’esposizione e tre giovani mi hanno aiutato a coprire il controsoffitto in compensato.

Per tutti gli allestimenti abbiamo deciso di usare solo prodotti locali e tecniche tradizionali. Anche la pittura dei muri è fatta con argille di diversi colori che danno veramente un tocco di calore e di naturalezza.

Non è tempo di pensione

Nel fine settimana faccio pure il prete... Dal 2012, quando ho intrapreso questo lavoro, mi divido in due per seguire tutto. Ma sono un missionario, abituato a fare quello che c’è da fare. C’è stato l’ingresso in catecumenato dei nuovi che cominciano il percorso in vista del battesimo e ora l’anno scolastico è ricominciato, gli studenti tornano in biblioteca, la vita riprende il suo corso. A 64 anni non mi annoio e vedo la pensione ancora lontana...

Cari amici sardi di “Missionari Saveriani”, vi chiedo di pregare per noi, un abbraccio col cuore e un anticipato buon Natale!

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