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L’incontro con gli etiopi ortodossi

L’incontro con gli etiopi ortodossi
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Tra i tanti incontri che si svolgono in casa nostra, uno dei più significativi è stato quello di cui ci hanno onorato i fratelli cristiano-ortodossi etiopi. Ecumenismo nel quotidiano che tanto giova alla conoscenza reciproca tra chiese cristiane.

Il 9-10 giugno hanno celebrato la loro festa annuale i fedeli della parrocchia ortodossa etiope Tawahedo Kidane Meret, che qui a Parma conta circa 250 fedeli ed è una delle otto parrocchie ortodosse etiopi in Italia. La comunità, sotto la guida di Melake Hai Abba Weldesenbet T. Mariam Tiruneh, è ben inserita nella società. Ma, finora priva di una propria sede, celebra il giorno del Signore nei locali della chiesa di San Pietro d'Alcantara, ottenuta dalla diocesi condividendola con i cattolici. La chiesa ortodossa etiope vanta una ascendenza apostolica diretta. La circostanza è descritta in Atti 8, 27-39. "Filippo si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etiope, eunuco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, stava ritornando seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia… Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù… Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò".

L'inizio della vera diffusione del cristianesimo in Etiopia si ebbe tuttavia a partire dal IV secolo, grazie al suo primo vescovo Frumenzio e ai suoi successori, che venivano nominati dal patriarcato copto della chiesa d'Egitto. Nel 1959, per opera del sovrano Haile Salassie, ottenne la propria indipendenza e si costituì in chiesa ortodossa Tawahedo (o unitaria) d'Etiopia.
Insieme a momenti di preghiera, rievocazioni della propria storia civile e religiosa, un piccolo bazar, i presenti hanno condiviso momenti di convivialità per tenere unita la comunità e tuffarsi nelle belle tradizioni della propria cultura.

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