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L’affetto accorcia le distanze

L’affetto accorcia le distanze
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Emozionante. Questa è la parola che racchiude tutto quello che ho visto e vissuto in India. Un’emozione continua, diversa in ogni istante, una realtà che ho capito solo quando sono tornata a casa. È stato emozionante guardare volti sorridenti, occhi luccicanti e ricevere abbracci. Rivivo quotidianamente la passeggiata tra fili colorati, tenuti dai bimbi di Pandirimamidigudem, e la musica che ti accompagnava, tra espressioni di stupore.

Quattro occhi mi hanno catturata. È stato un colpo di fulmine, come rivedere un parente dopo tanti anni. Perché il calore affettivo, quello che ti dona tuo fratello, l’ho sentito, capito e trasmesso. Thirupathi fa parte della famiglia e lo sento tra noi. Il piccolo furbetto dalle guance grassottelle, Jeswanth, mi era difficile riconoscerlo perché è da poco in adozione. Ha capito però che gli daremo tutto l'amore e il sostegno che lui necessita. Non staccavo mai gli occhi di dosso a nessuno dei due, dovevo catturare ogni singolo momento per portarmelo dentro al cuore ogni giorno. 
Emozionante è stato vedere la mia sorellina. È cresciuta con me, mi ha accompagnato per 11 anni nel mio cammino. Ha avuto una vita difficile. Orfana di entrambi i genitori, vive con la nonna e la cugina. Ce l'ha messa tutta per tirarsi su le maniche e andare a studiare. Da molti anni mi chiama sorella, ma sentirselo dire di persona è indescrivibile. Le ho dato tutta la forza che avevo per farla sentire amata.

Abbiamo compiuto un gesto importante. Ci siamo scambiate quel pezzetto di puzzle, con i nostri nomi, che ci unirà per sempre. Per tutto il tempo mi ha tenuto per mano, non voleva che me ne andassi e io non volevo andarmene. Salutarsi è stato difficile. Nessuna delle due riusciva a girarsi e andare via. Vorrei essere ancora lì… emozionante.
È un viaggio che non scorderò mai. Grazie a chi ha reso possibile tutto questo. Mi ha cambiato la vita, il modo di vedere la realtà e di amare. Grazie ai miei genitori, a Paola, Gianni, Stefano, Chiara, Susanna e Giulia, grazie al Gruppo missioni Terzo Mondo, al Gruppo missionario di Carpenedo-Mestre, a p. Raju, alle sorelle e ai fratelli indiani.

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