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Incontri, spettacoli e animazione

Incontri, spettacoli e animazione
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Si sono concluse con grande successo di critica e pubblico le ricorrenze per festeggiare il 60° anniversario della presenza dei saveriani a Brescia, su iniziativa della rivista “Missione Oggi”.

Il modo migliore per ricordare il 60° di presenza saveriana a Brescia era sicuramente quello di animare la chiesa di San Cristo, i chiostri, la sala Romanino con incontri, spettacoli, presentazioni. Per sottolineare non solo la bellezza di questi spazi, ma soprattutto la volontà di farne un luogo accogliente e vivo per il pubblico, che ha fedelmente seguito le diverse iniziative tenutesi per tutto l’anno passato.

Nel 2017 si celebravano anche i cinquant’anni dalla morte di don Lorenzo Milani. Assecondando il bisogno, tutto contemporaneo, di segnare e ricordare gli anniversari secondo cadenze numeriche, ecco lo spettacolo teatrale “Don Lorenzo Milani dalla parte degli ultimi” dell’8 novembre, curato da Giuseppe Marchetti e interpretato da Luciano Bertoli. Gli stessi protagonisti hanno dato vita all’omaggio a p. David Maria Turoldo il 22 novembre; a introdurre il lavoro c’era anche Mariangela Maraviglia, autrice della biografia Davide Maria Turoldo la vita, la testimonianza (1916-1992) edito da Morcelliana.
Altro nucleo forte degli incontri autunnali di San Cristo è stato l’omaggio a grandi figure della tradizione missionaria, testimoni della volontà di comprensione e accettazione dell’altro. È quasi d’obbligo pensare a Bartolomé de Las Casas (1484-1566), autore di opere fondamentali per la storia della colonizzazione del Nuovo Mondo, dalla Historia de Las Indias, fino all'opera più famosa di radicale denuncia del terribile genocidio dei nativi, la Brevissima Relación. Lo spettacolo è stato preceduto dalla presentazione, nel pomeriggio, del saggio di Luca Baccelli, La conquista senza fondamento, edito da Feltrinelli.

In una considerazione tutta attuale della dimensione missionaria come interazione costante con l’altro, non poteva mancare - ed è stato il primo appuntamento, l’11 ottobre - l’omaggio a Matteo Ricci (1552-1610), il “gesuita confuciano” cardine di ogni antropologia missionaria; la stessa che ha ispirato il convegno “Entrare nel giardino dell’altro” del 15 novembre, organizzato da Anna Casella Paltrinieri dell’Università Cattolica e p. Mario Menin, direttore di “Missione oggi”.
Un buon raccolto d’autunno, dunque, concluso dal “Commento al Magnificat di Lutero”, nel V centenario della Riforma (curato sempre da Marchetti e Bertoli) e infine dall’incontro con Riccardo Petrella il 13 dicembre con la proposta di un “patto sociale mondiale tra tutti gli abitanti della terra”. Petrella è promotore del "Manifeste de l'eau" tradotto in otto lingue (in italiano con il titolo di Manifesto dell'acqua, edizioni Gruppo Abele), dove si afferma che l'acqua deve essere considerata come "bene comune mondiale, patrimonio dell'umanità, non suscettibile di appropriazione privata e di sottomissione alle logiche di mercato". Ha lanciato anche l'iniziativa internazionale: “Dichiariamo illegale la povertà - Banning Poverty 2018”. Utopia? Può darsi, ma è necessario credere che non lo sia e operare di conseguenza.

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