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In Camerun e Ciad per condividere la gioia del vangelo

In Camerun e Ciad per condividere la gioia del vangelo

Papa Francesco parla spesso di una chiesa “in uscita” (che esce, per far entrare), capace di dialogo e incontro, chiesa missionaria, aperta, accogliente, che si avvicina alle persone, “travalicando i confini dei propri luoghi tradizionali per portare il vangelo” (mons. Galantino).

“Andando verso i lontani, la chiesa si mette in discussione, rivede le sue strutture, ripensa i suoi linguaggi; si pone in dialogo e capisce cose nuove, di sé e del mondo. Dal contatto con il mondo possiamo imparare molte cose, e con esso dobbiamo porci in un’attiva collaborazione”.

Insomma, è una chiesa che va oltre i soliti schemi, che “non suona semplicemente le campane per convocare, ma che esce, incontra e sta in mezzo alla gente e tiene sempre aperte le braccia per accogliere quanti sentono la nostalgia di casa, la nostalgia di Dio” (mons. Salinaro).

I saveriani in Camerun e Ciad, animati dallo spirito di san Guido Conforti, coinvolgono le proprie comunità nell’animazione missionaria, aprendole alla missione universale. L’Africa rappresenta oggi un grande potenziale missionario.

In queste pagine, possiamo leggere le testimonianze di p. Armando Coletto, missionario in Camerun.

Il racconto dei missionari aiuta le nostre chiese (italiana ed europee) ad aprirsi al mondo, a “osare” di più, per condividere, con umiltà, coraggio e creatività, la gioia del vangelo.

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