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Il valore dei ritiri spirituali

Il valore dei ritiri spirituali
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Il ritiro spirituale estivo è, per noi saveriani qui in Brasile sud, una possibilità concreta di staccarsi dalle cose che si fa di solito. Il ritiro rompe un po’ questo schema, mettendoci davanti a un altro tipo di proposta e a un altro ritmo.

La persona impara a vivere la settimana degli esercizi spirituali con altri stimoli e motivazioni. Spesso, proprio in queste occasioni nascono intuizioni, desideri, progetti e sogni che vogliamo realizzare e concretizzare.

Nel silenzio, l’esperienza di Dio

È l’aspetto paradossale dei nostri ritiri: più ciascuno di noi vive la passività e si lascia guidare dallo Spirito durante la settimana e più inventa, più produce, più assimila ciò che sta facendo. C’è un fare che è produzione sterile, non produttivo e c’è un non fare che è fecondo. Nel ritiro è ovvio che ci sono momenti speciali di preghiera personale e comunitaria. Abbiamo vissuto il rosario missionario e recitato i vespri, abbiamo vissuto la ricchezza delle lodi al mattino, abbiamo vissuto anche la celebrazione penitenziale di riconciliazione nella Messa.

Il fatto che ognuno di noi vive il silenzio nella stanza o passeggiando diventa stimolo per vivere con intensità l’esperienza di Dio. Nel silenzio la persona prega di più. C’è un contatto più profondo con la propria anima e con Dio. La preghiera nel ritiro assume un valore più qualificante e il silenzio aiuta la preghiera a essere interiorizzata.

Dov’è il vino trasformato?

La saveriana Tea Frigerio ci ha aiutato ad amare di più Maria, Madre di Dio e donna di fede e di speranza nel meditare il vangelo del miracolo di Cana e della genealogia di Gesù.

Tea ci ha riportato un racconto di Carlos Mesters che rivela l’attualità del popolo che conosce e sente la presenza di Maria e di Dio nella propria vita e semplicità. Durante un congresso biblico, una catechista ha chiesto a Mesters: “Dopo il miracolo dell’acqua trasformata in vino, che cosa ne avranno fatto del vino?”. “Per te dove l’hanno messo?”. “Forse l’hanno messo qui in mezzo a noi in chiesa, perché possiamo berlo e attingere da questa fonte che non finisce mai”.

La storia di salvezza di Dio

Riguardo alla genealogia di Gesù, Tea Frigerio ha sottolineato l’universalità delle quattro donne che non appartenevano al popolo di Israele. Erano donne escluse, emarginate. Con senso di giustizia, hanno scelto di trasgredire alla legge e forse proprio per questo sono state inserite in questa lista da Abramo a Gesú.

In fondo, c’è una dimensione di mistero nel fatto che, pur non facendo parte del popolo di Israele e pur non essendo esempio di santità, queste quattro donne straniere hanno partecipato al progetto di Dio… Dio ha usato la collaborazione di queste donne per continuare la sua storia di salvezza.

 Maria dalle reti al cuore delle persone

O Maria, Nostra Senhora Aparecida, 300 anni fa in una semplice e bella immagine sei apparsa nelle reti dei tre benedetti pescatori nel fiume Paraiba del Sud.

Tu ci dici che per Dio Padre non esistono schiavi, appena figli molto amati. Davanti a te, messaggera e regina della pace, si rompono le catene della schiavitù. E così, da quelle reti, la tua immagine è entrata nel cuore e nella vita delle persone.

Per tutti sei portatrice di benedizioni: famiglie e matrimoni recuperati, guarigioni realizzati, cuori riconciliati, vita cristiana scelta e vissuta.

Noi ti ringraziamo per tanto amore e affetto. Oggi e sempre ti accogliamo come Madre e dalle tue mani riceviamo il frutto della tua missione tra noi: Gesù Cristo, nostro Salvatore.

Ricordaci il potere e la forza delle nostre mani unite in preghiera. Insegnaci a viver la nostra appartenenza alla chiesa con gratitudine, fedeltà, coraggio e allegria.

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