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Il miracolo della ceramic

Il miracolo della ceramic

In Sardegna ho il piacere di conoscere tante persone e famiglie e di partecipare a varie iniziative promosse da enti ecclesiali e civici. Ad esempio, nell’aula magna della facoltà teologica di Cagliari c’è stata la conferenza su don Milani e la proiezione del filmato di Olmi sul Card. Montini; a Quartu S. Elena la presentazione del rapporto annuale della Caritas sui migranti… Ecco due piccole esperienze.

Famiglia laboriosa e visione mozzafiato

Una delle tante glorie della Sardegna è l’artigianato della ceramica: un’arte millenaria che continua ancor oggi, sia pure tra le difficoltà provocate dalla crisi economica generale. Ho avuto la gioia di visitare una delle famiglie storiche dell’arte ceramica: gli Usai di Assemini, la cittadina del saveriano Luigi Pinna. Mi ha accompagnato p. Giuseppe Marzarotto, da anni amico della signora Doriana, artista di quinta generazione. Siamo entrati nella grande sala di esposizione: una visione mozzafiato!

Nel retro, il grande laboratorio dell’artista, coadiuvata dalla sorella. Qui sono rifinite e colorate le composizioni. Ma la grande sorpresa è al piano di sotto, dove al lavoro c’è papà Efisio. Quelle mani che al tornio modellano l’argilla, somigliano alle mani del Creatore. La mamma, in un lato, toglie le poche scorie, prima di passare al reparto pittura e poi al forno, dove l’argilla diventa ceramica. Spettacolo puro di artigianato umile e sublime!

Sfruttamento doloso

ca Minerali Clandestini Universita Cagliari 2017 01Il 30 maggio nel grande padiglione MEM, gremito di giovani, è stata esposta la mostra di “Chiama l’Africa” sui minerali clandestini, il cui sfruttamento continua a provocare migliaia di vittime specialmente nella regione congolese del Kivu. Il giorno seguente la mostra ha fatto tappa all’università di Scienze, sempre a Cagliari.

Così, ho incontrato alcuni professori e varie associazioni cagliaritane impegnate per la pace nel mondo. Ho perfino rivisto gli amici di “Mani Tese”, che avevo conosciuto nel 1995, nella campagna contro le mine. In entrambe le circostanze ho presentato una breve testimonianza, riportando la celebre frase del martire mons. Munzihirwa: “Certe cose possono vederle solo gli occhi che hanno pianto!”.

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