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Il cammino di ogni giorno…

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La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è stata l’occasione per approfondire il dialogo ecumenico con i nostri fratelli e sorelle delle altre confessioni cristiane presenti nelle Marche. Don Valter Pierrini è l’animatore della commissione diocesana per il dialogo ecumenico e interreligioso ad Ancona, di cui anch’io faccio parte da settembre 2017. In questi mesi, che hanno preceduto la settimana di preghiera, la commissione si è radunata regolarmente per organizzare incontri nelle parrocchie e nelle chiese delle varie confessioni cristiane.

Nella preparazione erano coinvolti la pastora della chiesa evangelica Greetje van der Veer, il pastore della chiesa Metodista del settimo giorno Jonatan Breci, p. Ionel Barbarasa della chiesa ortodossa rumena, insieme ai numerosi laici. Sono state organizzate varie celebrazioni. Una sera, siamo andati a pregare nella chiesa ortodossa romena, un’altra sera abbiamo pregato in una sala della chiesa Metodista. Le altre celebrazioni si sono svolte in alcune parrocchie della diocesi, per permettere la partecipazione dei cristiani delle varie zone lontane dalla città. Il clou è stata la celebrazione nella cattedrale di Ancona col vescovo e i rappresentanti delle varie chiese. La partecipazione in generale è stata buona. Nella riunione di revisione, la maggior parte ha espresso soddisfazione.
A margine, è stata organizzata una tavola rotonda sulle “moderne schiavitù”, quella dell’alcool tra gli immigrati dell’est. Vi hanno partecipato una suora, che si occupa delle ragazze schiavizzate nella tratta della prostituzione, e p. Ionel Barbarosa. Abbiamo organizzato anche una serata sull’ebraismo, con la presenza del rabbino Nahmel Ahronee, che ci ha presentato il “Rotolo di Ruth”.

Nel nostro impegno per il dialogo ecumenico abbiamo sempre davanti a noi tre motivazioni.
1. La divisione della chiesa di Cristo che si contrappone alla volontà di Dio. È forse diviso il Cristo? (1Cor 1,13). L’unità è uno dei segni distintivi della chiesa. Come c’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti (Ef 4,5-6), così vi è un solo corpo (Ef 4,4). Questa realtà indica che l’unità non è frutto della buona volontà. Essa è opera dello Spirito santo.
2. La credibilità dell’agire delle chiese di fronte al mondo. Danno un’immagine di credibilità quelle chiese le cui componenti si fanno concorrenza nell’opera missionaria? Come può una chiesa non riconciliata al suo interno portare parole di riconciliazione verso l’esterno?
3. Il tentativo di lasciarsi alle spalle il settarismo di parte. Ogni chiesa è caratterizzata da una forma propria che la distingue dalle altre. Il movimento ecumenico non vuole togliere alle chiese queste peculiarità. Pertanto l’ecumenismo si pone come un pungolo contro le parzialità e a favore della valorizzazione delle diversità.

Queste motivazioni ci sostengono anche nel nostro futuro impegno per il dialogo. Ora, approfondiamo lo studio dei documenti sul dialogo ecumenico e guardiamo al cammino che ci resta da compiere per crescere nella comunione con i nostri fratelli e sorelle delle altre chiese cristiane.

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