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Il bello della missione

Il bello della missione

La situazione era molto seria e confidavamo solo in Dio e nel timoniere p. Joazinho, che fece di tutto per non affondare.

Negli anni settanta, ho frequentato a Verona un corso per prepararmi al lavoro missionario in America Latina. Ho avuto modo di conoscere le missionarie di diverse congregazioni, alcune delle quali ho ritrovato in Brasile. Non avevo mai lavorato insieme a persone consacrate. Mi arricchì molto, in vista della mia esperienza missionaria.

Il periodo più bello di collaborazione con le saveriane l’ho vissuto negli anni trascorsi all’interno della foresta, nella parrocchia di Barcarena. Il lavoro era programmato e realizzato insieme. Questa collaborazione, oltre a essere efficace, agli occhi dei brasiliani era una bella testimonianza di vita religiosa e missionaria. Noi saveriani abitavamo la casa parrocchiale attigua alla chiesa principale. La parrocchia aveva mille persone e una decina di cappelle distribuite lungo i fiumi.

Quasi tutti i fine settimana li trascorrevamo in una comunità della foresta. La meta era Conde, un paesino di 100 persone, dove sorgeva un’antica chiesetta costruita dai Cappuccini nel 1720. Il sabato mattina caricavamo sul battello la valigia degli arredi sacri per l’Eucarestia, alcune borse con i viveri e gli effetti personali.

Nonostante il rumore del motore, sul battello riuscivo a leggere, pregare e apprezzare il panorama amazzonico. Il battello scivolava veloce sull’acqua, dato che il fiume, in quel tragitto, non era molto largo. Mentre stavamo entrando nella grande baia per raggiungere Conde, si alzò un tremendo temporale, che faceva sobbalzare il battello come un fuscello. La situazione era molto seria e noi confidavamo solo in Dio e nel timoniere p. Joazinho, che fece di tutto per dirigere la barca verso riva. Nel mio cuore nasceva spontanea la preghiera di S. Pietro sul lago di Genezaret: “Gesù salvaci, noi periamo...”. Dopo circa mezz’ora di panico, finalmente scorgiamo un lumicino sulla riva, che ci annunciava che stavamo arrivando a Conde.

Quando toccammo riva i nostri sguardi mostravano il “grazie” al Signore per averci preservato da un naufragio. Di notte, abbiamo confessato per un po’ e poi ho celebrato l’Eucarestia. Il giorno dopo, domenica, visitammo alcuni ammalati nelle famiglie, celebrammo e, dopo aver consumato un breve pasto nella casa della catechista, siamo rientrati a Barcarena, senza temporale. Eravamo grati al Signore per averci mantenuti in vita e lieti di poter continuare a servirlo nei nostri fratelli e sorelle.

Intanto, anche quest’anno è trascorso in fretta e siamo già arrivati a Natale. La nostra preghiera e pensiero vanno a tutte le missionarie e missionari nel mondo, che testimoniano il messaggio degli angeli alla grotta di Betlemme.

Con questo spirito, i saveriani di Brescia, assieme al “grazie” per la vostra preghiera e aiuto, augurano a voi tutti un Natale e un 2018 pieni di pace e serenità.

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