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Cultura via della fratellanza

Cultura via della fratellanza
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Anche quest'anno, il Parco della Mondialità ha fatto da cornice alla IV edizione della Xenìa Book Fair, la fiera del libro all'aperto che si è proposta al territorio con un interessante e variegato palinsesto. Organizzata dalla Leonida Edizioni, diretta dal dott. Domenico Polito, la lunga kermesse ha visto la partecipazione di numerose case editrici nazionali e internazionali con le loro novità editoriali.

Si è parlato molto di cultura e di xenìa (ospitalità), tema bellissimo per quanto concerne la relazione umana, scottante e preoccupante per la politica attuale che poco fa per abbattere la paura verso l'altro. Si è discusso molto di cultura inclusiva e dei pericoli connessi all'assolutizzazione del valore identitario perché, se vissuto con questo spirito, può sfociare in esclusività e quindi lasciar fuori chi è diverso. Eppure la storia umana è intessuta di relazioni tra le diversità, di scambi culturali, di contaminazioni. Noi meridionali, in particolar modo, abbiamo conosciuto culture diverse e oggi, con orgoglio, possiamo definirci figli di una stirpe meticciata, che dalla diversità ha saputo assimilare e tramandare valori universalmente necessari. E l'accoglienza trasmessaci dai Greci fa parte ancora del nostro DNA.

Interessanti sono stati gli incontri con gli scrittori le cui opere, diverse nel genere e nel contenuto, hanno messo in evidenza il ruolo della cultura per la costruzione di relazioni e di spiriti svincolati dall'oppressivo utilitarismo e alla ricerca del vero e del bello. I poeti delle associazioni di “Pennagramma” e “Anassilaos”, con i loro versi, hanno cantato la complessità e la bellezza dell'armonia del creato. Per migliorarsi occorrono anche dei modelli. Grande emozione ha suscitato il ricordo di Pietro Calamandrei, Sandro Pertini, e di due reggini, Eugenio Musolino e p. Aurelio Cannizzaro, ideatore del parco della mondialità.

Cécil Kyenge ha fatto giungere da Bruxelles un video messaggio di sostegno al progetto di Domenico Polito e un sentito augurio affinché la “politica cominci a pensare a un nuovo sistema inclusivo”.

Molte erano le attività correlate come il salotto dell'autore, l'esposizione di dipinti e sculture, la rassegna fotografica e tanto altro, come il concorso “Io sono cittadino del mondo”. Un finale allegro, con una bella risata liberatoria, ha coinvolto il numeroso pubblico in un laboratorio improvvisato dall'associazione “Yoga della risata”.
Un programma intenso ha puntato l'attenzione sulla necessità di accogliere il progressivo cambiamento sociale per riflettere su un nuovo modo di intendere il rapporto con la diversità, nella consapevolezza che solo donando e ricevendo ci si arricchisce e si cresce, per dare un nuovo volto all'umanità.
La Xenìa Fair Book si sforza, dunque, di indicare la cultura come una delle vie da percorrere per creare fratellanza e non estraneità, amicizia e non ostilità.

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