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Così ricordiamo p. Giacomo Peruzzo

Così ricordiamo p. Giacomo Peruzzo
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Padre Giacomo Peruzzo (96 anni, di cui 40 in Indonesia) è tornato alla Casa del Padre il 31 marzo scorso, Sabato Santo. Questa pagina è un suo regalo! La singolare avventura nel giorno del suo Battesimo p. Giacomo, divertito e in poesia, l’ha declamata nelle feste del suo compleanno.

”Mentre la Madre Lucrezia, per ragion della funzion, in casa resta a pregare, il marito Michele con tutti gli altri figli: Giobatta, Giovanni, Angelo e Rosa accompagnano la nipote Ernesta che con il bambino, ultimo arrivato, nella federa ben ricamata infagottato, al Battesimo vien portato.
Ma quando il corteo a casa stava per ritornar, un fatto inconsueto capitò: il bambino, già diventato Giacomino, dalla federa sbucò, scivolò e sulla soffice neve una culla improvvisata trovò. Quando la portatrice si è accorta che il fagotto si era alleggerito, subito gridò: ‘Oh mio Dio il bambino è sparito!’. Così la carovana, sconsolata ma fiduciosa, sui suoi passi ritornò e non lontano il bambino trovò; nella federa lo infilò e poi a casa lo riportò. Alla madre Lucrezia lo consegnò che per tutta la vita lo conservò per darlo poi in dotazion ad un Istituto per una mission”.

L’inusitato evento è davvero un preludio della sua vita e un’immagine della sua serenità nell’affrontare le tante peripezie della missione. E, guarda caso, la data della sua prima Messa (Piacenza, 3 aprile 1954) coincide con quella del suo Commiato (Montepulgo, 3 aprile 2018). P. Giacomo, sempre faceto nei tuoi racconti, quanta pace e pazienza nella tua infermità! Hai voluto, riconoscente ed emozionato, l’Unzione degli Infermi! Non avevi tanta voce, ma quanti Gloria al Padre e Angelo di Dio… Negli ultimi due mesi non riuscivi a mangiare quasi niente, ma volevi ricevere il frammento dell’Eucarestia. E nel giorno del tuo ultimo compleanno poi, per fare contento tuo nipote Diego, arrivato con torta, candelina e spumante, con noi tutti attorno al tuo letto, hai fatto di tutto per mandar giù un angolino di torta e un dito di spumante!

Abbiamo raccolto qualche frase dal testamento spirituale di p. Giacomo che, nel febbraio 2017, aveva rilasciato un’intervista speciale al nostro giornale. “È tanto facile predicare agli altri quando tutto va bene, ma quando il Signore mi tocca nella mia viva carne allora la strada si fa molto ripida… Tutto mi è stato dato, nulla mi appartiene. A chi fu dato molto, molto sarà chiesto. Ho sempre avuto fiducia del tuo aiuto Signore e sono stato sempre protetto dal manto di Maria di Monte Berico. La mia parola d’ordine fu obbedisco. I 40 anni in Indonesia passati tra la mia gente non si possono dimenticare facilmente. La gente semplice mi voleva bene veramente, perché vedeva che io le volevo bene. Il missionario, con l’esempio e la sua parola, deve far conoscere alla gente il precetto dell’amore. Mi hanno sempre accompagnato le espressioni di mons. Conforti quando parla della carità ardente, della pazienza inalterabile, della dolcezza che attrae e della costanza. Accetto la morte come la mia ultima Messa in ringraziamento al Signore. Mi affido alla misericordia di Dio e alle preghiere di tutti, per crescere in quell’amore che ci lega amabilmente a Dio e fra noi”.

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