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Confrontarsi per migliorare

Confrontarsi per migliorare

Gli animatori missionari d’Italia si sono incontrati a Udine per un bilancio e per programmare il futuro. Inizialmente, sono state analizzate le varie esperienze estive: Congo, Siracusa, Albania, Salerno, Sardegna. Molti giovani ancora si lasciano “chiamare”.

In Africa e in Sicilia

Cinque giovani adulti (28-37 anni) hanno partecipato al viaggio in Congo. Tutti e cinque avevano una buona formazione sia sul piano personale che Del cammino di fede. Ciò ha garantito equilibrio di fronte alle difficoltà incontrate. La partenza è stata preceduta da tre incontri per conoscere la realtà socio-religiosa. La risposta dei giovani all'esperienza in Congo è stata molto positiva.

A Siracusa s’è tenuto un campo missionario con i minori “non accompagnati”, preparato da p. Alberto, p. Emmanuel, Jessica Villa e sr. Teresina Sanchez. A loro si sono aggiunti sette, tra giovani e ragazze. L’esito è stato ottimo. Le relazioni tra i partecipanti sono state molto belle, reciproche, assidue e affettuose.

Ospiti nella casa della Caritas diocesana, la mattinata era dedicata alla formazione, alla spiritualità e alle testimonianze. Nel pomeriggio, presso la comunità “Umberto I”, stavamo con una sessantina di ragazzi minori profughi “non accompagnati”. Abbiamo visitato le periferie di Siracusa, la parrocchia di don Carlo, che vive con gli immigrati e la cui chiesa diventa, a volte, un dormitorio. Siamo anche andati negli ospedali a incontrare, incoraggiare, consolare...

In Albania con i ragazzi

Dal 2 al 9 agosto p. Andrea Gamba, con un insegnante di religione, ha accompagnato un gruppo di sei giovani delle superiori in Albania. Sono stati aiutati da alcune suore del posto. I ragazzi hanno conosciuto la chiesa albanese, a lungo perseguitata; hanno visto che è possibile la convivenza tra cristiani e musulmani; hanno visitato famiglie e comunità “periferiche”, così come il museo locale che contiene testimonianze sulla persecuzione dei cristiani in Albania. Hanno toccato con mano la povertà e la scarsa assistenza medica delle famiglie. Hanno cercato di capire perché gli albanesi sono costretti a partire.

Quest’esperienza ha aiutato il loro cammino di fede, così come a fare una scelta di vita. Oggi bisogna far conoscere ai giovani la realtà delle persecuzioni, dell’immigrazione e del mondo islamico.

In Sardegna e a Salerno

In luglio, a Macomer, nell’ex casa dei saveriani, 25 giovanissimi hanno partecipato al campo estivo di una settimana. I ragazzi hanno sperimentato il gusto di servire. C’erano sei animatori-laici, insieme a p. Piero e a p. Gianni. Il tema era “Chi non vive per servire non serve per vivere” (papa Francesco). E a Cagliari, i saveriani hanno ospitato dal 17 al 25 agosto l’annuale campo internazionale della Caritas. Hanno partecipato centodieci ragazzi.

I confratelli di Salerno hanno organizzato tre campi, con un totale di più di cento partecipanti, dai 13 ai 18 anni. I ragazzi hanno scoperto che “hanno molto e possono dare tanto agli altri”. C’erano anche le saveriane e p. Giovanni Gargano, dal Bangladesh. Il campo rappresentava la conclusione del percorso di un anno, sul tema: “Cercare, amare, vedere Dio in tutto e in tutti”.

I laici ad Assisi

L’annuale convivenza estiva dei Laici saveriani si è svolta ad Assisi. Hanno riflettuto sull’animazione missionaria e vocazionale. Si sono chiesti cosa li spinge a vivere il “fuoco” missionario in un progetto comune e condiviso per la missione e, di conseguenza, nell’animazione.

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