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Come sarà il futuro?

Come sarà il futuro?
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In Congo RD, le previsioni per il 2017 sono poco ottimistiche. Sarà un anno veramente cruciale. E se le elezioni tanto attese non avranno luogo...

Nell’immediato, quello che preoccupa è la crisi economica che pesa sempre di più sulla vita della gente. Sono tante le mamme che portano i loro bambini al nostro Centro Nutrizionale di Bukavu è impressionante e fa crescere in noi un sentimento di impotenza che lacera il cuore. Scopriamo ogni giorno situazioni incredibili.

Uno shock dopo l’altro

Tra le tante situazioni più penose mi balza in mente quella di mamma Salome. È rimasta vedova tre anni fa con 10 figli. Il sesto, Pascal (9 anni), ha un grave handicap ed era in stato di grave malnutrizione. Quando me lo son visto davanti, ho provato una pena indicibile. Dovevamo portarlo subito all’ospedale. La mamma, purtroppo, non poteva rimanere ad assisterlo, lasciando a casa da soli tutti gli altri. In attesa di trovare una soluzione, abbiamo deciso di dare alla mamma un supporto alimentare per i suoi bambini con un supplemento di latte, zucchero e biscotti per Pascal, oltre a una somma di denaro per attivare qualche piccola attività di commercio.

Volendomi rendere conto delle reali condizioni di questa famiglia, ho inviato Donatien, uno dei miei collaboratori, a vedere dove abitavano. Altro shock! Stavano in una baracca malandata in uno stato di indescrivibile squallore.

Una domanda spontanea

La testimonianza di Donatien era sconfortante. “In casa non hanno assolutamente niente, neppure un letto; dormono tutti per terra sui sacchi. E nessuno dei suoi figli ha avuto la possibilità di andare a scuola!”.              

Abbiamo preso subito la decisione di costruire per questa famiglia una nuova casetta di legno e abbiamo acquistato dei letti dove, per la prima volta, quella povera donna e i suoi bambini hanno dormito in modo dignitoso.

La domanda che sorge davanti a situazioni come quella di mamma Salome e di tante altre famiglie che vivono in condizioni di estrema povertà è questo:

al di là di quel poco che riusciamo a fare per loro nell’immediato, quale sarà l’avvenire di tutti questi bambini in un Paese dove i più essenziali diritti umani sono inesistenti?

La formula più giusta

Sento il dovere di rivolgere un sincero ringraziamento a tutti voi che avete scelto di continuare a sostenere con generosità i nostri bambini. Avete rinunciato alle “gratificazioni” (immagini e notizie particolari di ogni bambino), legate alla formula dell’adozione a distanza degli anni precedenti che, come vi avevo già spiegato, privilegiava un numero ristretto di bambini. Questo creava una certa dipendenza che non favoriva la responsabilità dei genitori, chiamati ad impegnarsi.

Pascal, ad esempio, non era tra i bambini privilegiati dalle adozioni a distanza. Potevamo, forse, per questo escluderlo o ignorarlo?

Vi siamo veramente grati per la vostra comprensione e per questa maggiore libertà di intervento a favore di chi è più sfortunato e ha bisogno di un soccorso urgente.

Questa, ne siamo convinti, è la formula più giusta, opportuna e gradita a Dio.

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