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Chi fa il bene raccoglie bene!

Chi fa il bene raccoglie bene!
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Ormai era deciso che la festa dei famigliari dei saveriani sardi si svolgesse a Cagliari, domenica 18 maggio, per il rilancio della casa dopo otto anni di quasi inattività. Gli amici del Gams si erano già organizzati per rendere la casa più accogliente, togliendo la polvere perfino dalle fessure delle finestre. Un gruppo di mamme si è offerto per preparare gli gnochetti sardi. Per il vino e il dolce non c'era da preoccuparsi: tutti ne avrebbero portato. 

Quasi quota cento!

Gli inviti erano partiti dai saveriani di Macomer a tutti i parenti dei 22 saveriani sardi viventi e dei 15 defunti, con una lettera spedita personalmente. I parenti delle 16 saveriane viventi e delle 6 saveriane defunte erano state avvisati da suor Francesca.

Ci siamo messi anche al telefono per sollecitare i più dubbiosi o titubanti... Erano ormai dieci anni che la festa non veniva realizzata a Cagliari e si sono presentati in tanti, possiamo dire oltre le aspettative. Abbiamo raggiunto quota 95 e altri avrebbero voluto essere presenti, ma avevano impegni… famigliari.

I segnali che sarebbe andata bene erano molti: dalla gioia della riapertura della casa alla disponibilità di tanti volontari del Gams nel preparare l'accoglienza in casa, fino alle numerose telefonate di soddisfazione per una festa organizzata a Cagliari.

Un boato d’approvazione

La giornata non è stata delle migliori dal punto di vista metereologico, ma già alle 9 c'era un via vai di persone che varcavano il cancello con le mani piene di dolci e torte da condividere.

Baci e abbracci hanno subito reso l'atmosfera accogliente, facendo dimenticare il lungo tempo in cui la casa è stata chiusa. Quando, all'inizio della presentazione, è stato comunicato che i saveriani sarebbero rimasti in via Sulcis è esploso il boato degli applausi. Il desiderio sarebbe adibire la casa a un luogo dove forgiare le future vocazioni.

Gesù, che aveva scelto gli apostoli e ha scelto anche noi, attuali saveriani, non si è certo stancato di chiamare altri giovani al suo servizio!

Padre Picci e padre Uccelli

Padre Virginio (nella foto sopra) ha presentato uno a uno tutti gli invitati, mentre p. Pinuccio ha ricordato i luoghi di missione dove lavorano i saveriani sardi e le loro attività.

Una menzione particolare l'abbiamo avuta per p. Giovanni Picci, la cui nipote, dopo aver fatto un viaggio in Giappone sulle orme dello zio, ci ha fatto risaltare l'amore e l'affetto con cui i parrocchiani ricordano ancora p. Giovanni dopo tanti anni dalla sua morte.

Il pranzo, preparato e servito con tanta attenzione dal gruppo Gams, è stato gustato ed esaltato dalla bontà dei malloreddus alla campinadese, dalla delicatezza dell'agnello e dall'ottimo vino.

Prima di salutarci, abbiamo lasciato un piccolo segno: un vasetto di fiori per ricordare la bellezza dell'incontro, e un dvd sul servo di Dio p. Pietro Uccelli, sotto la cui protezione abbiamo messo la nostra vita e il nuovo inizio della nostra casa come centro di spiritualità missionaria.

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