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Camminare con un popolo

Camminare con un popolo

Dopo il Burundi, Giulia Pirovano ha vissuto tre anni in Camerun e sedici in Ciad, nella missione di Koumi, impegnata nella formazione delle ragazze e delle donne. Tornata in Italia, ci racconta la sua esperienza.

Siamo presenti presso le tribù massa e mussey, nella zona predesertica del Sahel. Koumi, dove ho vissuto, è abitata principalmente dai massa.

Durante i tre mesi della stagione delle piogge, la gente coltiva il miglio che, macinato e cotto come una polenta, è il pasto quotidiano. Viene posto nel granaio, perché deve servire per tutto l’anno; in particolare si tiene una riserva per i bambini. A volte, nei mesi che precedono il raccolto, le scorte sono già esaurite.

Donne, famiglia e… tanti figli

Le donne possono sembrare emarginate, però dipendono da loro l’andamento della casa e in particolare l’educazione dei figli nei primi anni di vita. Il matrimonio tradizionale è poligamico, ma la donna apprezza il matrimonio cristiano, anche se si troverà sola a coltivare i campi.

Le ragazze desiderano tutte sposarsi, ma soprattutto avere bambini: la prima cosa che le rende felici è la maternità. La loro affezione e dedizione per i bimbi ancora piccoli è impressionante.

In genere, le donne mettono al mondo una decina di figli, ma diversi muoiono presto, soprattutto a causa della malaria e di altre malattie non ben curate, a causa della povertà dei mezzi e della distanza dai centri sanitari.

I massa sono tristi quando muore qualcuno, ma la vita prende presto il sopravvento.

Un suolo arido

La sfida per migliorare la qualità della vita deve fare i conti con un suolo piuttosto arido. Come chiesa cerchiamo di vedere come possono riuscire a coprire il fabbisogno di miglio per tutto l’anno e anche a coltivare altre piante. Per questo, abbiamo fatto campi sperimentali di arachidi, mais e fagioli. Non hanno avuto molto successo per l’esiguità dei terreni coltivabili che, purtroppo, è causa di conflitti importanti tra i diversi clan.

Preghiamo insieme a loro

La domenica andiamo nelle comunità per pregare con loro. Se non c’è il prete, prepariamo con i catechisti la celebrazione della parola di Dio. I catecumeni a Koumi, ogni anno numerosi, si preparano al battesimo attraverso quattro anni di formazione. Un metodo usato per anni è stato quello di memorizzare la Parola di Dio.

Ogni saré (gruppo di abitazioni) di cristiani o simpatizzanti cristiani mette da parte del miglio per i poveri, spesso non cristiani, che così possono mangiare almeno una volta al giorno. Cercano anche di condividere con gli altri quanto hanno imparato; in particolare, sono soprattutto le mamme cristiane che incoraggiano le altre a mandare i figli a scuola.

Stregone? No, grazie!

Un gruppo di cristiani, eletto dalle comunità, gestisce un granaio comunitario che acquista e rivende miglio e riso a buon prezzo. Di fronte alla morte, anziché circondare di danze e grida il morto nel saré, i cristiani preferiscono portarlo in chiesa e restare in preghiera.

Credere in Gesù diventa per le persone una liberazione dal timore degli spiriti e le spinge a cercare veri rimedi alle difficoltà, senza passare dallo stregone.

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