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Almeno una stella…

Almeno una stella…
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È vero, almeno una stella c’è sempre. Ricordare i sogni di una notte è impossibile però almeno uno, quando mi sveglio, lo ricordo sempre. Se qualche volta ho nostalgia, se tutto mi sembra vuoto, senza senso, se quando mi sveglio non riesco a riaddormentarmi, nella mia mente appare un ricordo, una stella che non mi lascia nell’oscurità.

La nostra estate è bella, il caldo è sopportabile, possiamo difenderci senza imprecare. Viviamo in un mondo bello, ci vuole solo un piccolo sforzo per accorgerci che non siamo soli, per sentire che Dio ci vuol bene e ci parla. C’è un Dio che non è solo fuoco, ma anche tenera brezza di amore, silenzio, riposo.

Stretti dalla morsa dell’economia, forse abbiamo perso il gusto della donazione, della gioia per la felicità altrui, la forza per sentire presente la nostra stella.

L’estate è fatta per pensare, per riposare un po’, per fare progetti, per maturare i nostri giudizi e le nostre decisioni e per non trovarci nelle mani solo paglia e polvere. Il cielo, le stelle, una stella almeno, ci aiutino a non costruire progetti folli ed ingiusti, ma a vivere di gioia e di speranza.

M. Iqbal ha scritto un esame di coscienza strutturato su una protesta di Dio: “Il mondo ho creato d’una sola argilla e d’una sola acqua. Tu, tartari, neri, persiani, creasti! Io in seno alla terra ho creato purissimo acciaio. Tu spade, frecce, fucili creasti! Tu fredde asce creasti per i germogli, tu chiudesti in gabbia melodie di uccelli!”.

S. Bernardo commenta: “La sposa è un semplice mazzetto di mirra… Per me chi ama è un mazzo di fiori, la forza che vince i dolori più atroci”.

Mi sono svegliato molto presto questa mattina. Tutto era buio, però la gabbia era aperta, e la mia stella, con un mazzo di fiori, mi stava aspettando. 

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