Tra la prefazione di Isacco, un giovane dottorando, e la postfazione di Marcello, un giovane docente universitario, il libro è la testimonianza di un anziano sacerdote: lo sguardo rivolto a ciò che oggi avviene e, avvenendo, diviene l’oggi di domani.
“Sono slancio nel vuoto, sono solida compattezza alla roccia, sono lo scalatore a mani nude.
Limite esistenziale e anelito infinito!
Foglia del fiato del Padre che nessuno ha mai visto, la grande presenza!
Nel silenzio del pensiero primigenio, la grande presenza.
