“Il mondo ha ancora bisogno di missionari” perché “la missione dei discepoli e della Chiesa intera è il prolungamento, nello Spirito Santo, di quella di Cristo: una missione che nasce dall’amore, si vive nell’amore e conduce all’amore”.
Papa Prevost, che per anni è stato missionario in Perù, per questa speciale ricorrenza consegna alla Chiesa un messaggio ricco di spunti. Al centro del messaggio, il richiamo del fondamento spirituale della missione cristiana: l’unione viva con Cristo.
Essere discepoli non significa aderire a un insieme di pratiche o idee, ma entrare in una relazione vitale con il Signore, partecipando alla comunione trinitaria che genera fraternità tra gli uomini e armonia con il creato. È da questa unione che nasce la comunione tra i credenti e la fecondità della missione evangelizzatrice.
L’unità, però, non è fine a se stessa. Essa è orientata alla missione, perché, come ricorda il Santo Padre citando il Vangelo, “il mondo possa credere. L’annuncio cristiano non è un’impresa individuale, ma un’opera corale che coinvolge tutti i battezzati, ciascuno secondo la propria vocazione. La missione è sinodale per sua natura: nasce dalla collaborazione, valorizza i carismi e trasforma le diversità in ricchezza”.
