Inserita il 28/06/2010 08:27am
Il 20 aprile 2010 la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon è esplosa sprofondando nel Golfo del Messico, uccidendo undici operai e versando nel mare un'enorme quantità di greggio. Tutti gli esperti l'hanno definito il più grande disastro ambientale. La British Petroleum (BP), la compagnia petrolifera britannica che sfruttava su quella piattaforma, dal 2001 al 2009 ha avuto 163 miliardi di profitto e circa sei miliardi solo nel primo trimestre del 2010. L'ha anche fatto notare il Washington Post nei primi giorni dell'incidente che BP spendeva 17.5 milioni al giorno mentre ne guadagnava in media 93 milioni al giorno nel primo trimestre. Sei settimane dopo l'incidente BP cominciava una campagna di pubblicità televisiva di 50 milioni di dollari promettendo di riparare i danni. Perfino il presidente Obama faceva notare che tutti quei soldi sarebbero stati spesi meglio negli sforzi di soccorso e nel rifondere i danni. Sono cifre da capogiro, ed è forse tutto risaputo.
Mentre seguo la marea nera che avanza lungo le coste della Louisiana, mi viene in mente un'altra marea composta da prodotti di plastica, derivati del petrolio: la Pacific Garbage Patch. Qui non c'è stata un'esplosione, ma è cominciata forse con un bicchiere di plastica gettato nel mare, cosa che noi usiamo ogni giorno. Si è calcolato che nell'Oceano si trovino circa 100 miliardi di chilogrammi di prodotti di plastica, cose che maneggiamo di continuo come pettini, spazzolini da denti, buste, cannucce, bottiglie, e questa deriva sembra infinita.
Prendersi cura del creato, “salvare il pianeta” e non solo la propria anima, è parte della missione.
Spero che il Convegno ci faccia riflettere su questo aspetto della missione per prendere poi delle decisioni comuni.
P. Nicola Colasuonno
0 commenti | Commentipermalink
Inserita il 17/05/2010 08:36pm
Ho conosciuto il giovane vescovo di Dori (Burkina Faso), Joachim Ouédraogo, quattro anni fa. Facevo parte del gruppo CEM (Centro Educazione alla Mondialità) invitato a toccare con mano non lo scontro delle civiltà, ma la convivialità delle differenze. Lì, ai bordi del Sahel cristiani e musulmani non solo si rispettano, ma assieme costruiscono una nuova società. Siamo rimasti solo una settimana, ma tornavamo a casa sazi di ciò che avevamo visto e udito.
Un particolare che non riesco a dimenticare: nella veglia di Pasqua nella sua cattedrale, Joachim ha presentato il gruppo dei musulmani presenti alla messa e ha citato ben due volte il Corano per poter spiegare a tutti il significato di ciò che quella notte rappresentava per noi cristiani. Sentivo la sua passione nel cercare vie e energie nuove per annunziare il Regno di Dio. La Campagna DUDAL JAM (Centro della Pace) è nata in questo contesto.
Mi manda questa lettera, breve e appassionante, essenziale e fortemente biblica.
Ai bordi del Sahel qualcuno ci aspetta. Non deludiamolo!
DIOCESI DI DORI
TEL : (00226) 40 46 04 08 – (00226) 70 26 54 47
B.P. 139 DORI – BURKINA FASO
Email : doriensis@hotmail.com
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
0 commenti | Commentipermalink
Inserita il 05/05/2010 10:25am
Ho navigato oggi in Internet, volevo sapere le opinioni di altri su questo macigno della pedofilia che si è abbattuto sulla Chiesa cattolica e sul papa. Ho navigato leggendo giornali di lingua inglese e francese. Molto forti, diremmo, pesanti i giudizi sul papa tanto da chiederne le dimissioni! Subito! Tanta anche la mia paura e il mio turbamento: è un tema terribile, smuove le profondità delle coscienza, e turba il bambino che dimora in me.
Non si tratta di statistica, lo sappiamo bene, se questo capita tra i preti cosa sarà tra altre categorie: medici, maestri, poliziotti, ecc. Leggo che molti di questi crimini avvengono tra le mura domestiche. E’ un colpo duro che mi addolora molto. Nel Vangelo Gesù ha difeso ad oltranza i deboli del suo tempo, fra cui i bambini: “Chi di voi scandalizza anche uno solo di questi piccoli, è meglio per lui che si metta una macina al collo e si getti in mare” e il fatto che proprio i bambini, le bambine siano vittime di abusi (le statistiche parlano di una bambina su tre e un bambino su cinque che fanno esperienza “improprie” della propria sessualità con adulti!) e che a commetterli siano dei preti è sconcertante, difficile a credersi, ma è così.
Certamente queste storie cambieranno nel profondo la Chiesa, lo spero proprio, la obbligherà a rivedere certe prassi (quella del “foro interno” una prassi molto usata per cui i panni sporchi si lavano in famiglia e tutto si copre per non dare scandalo, ad esempio), a ripensare la formazione dei preti (che ha fatto pochissimo i conti con la rapida evoluzione del costume) con un unico modello che vale per tutti i continenti e latitudini , e anche della visione della sessualità (questo grande dono di Dio) ancora poco biblica e troppo moralista. No, non è questione di celibato obbligatorio o di ordinazione delle donne, ma ancor più profonda è la questione della “governance“ della Chiesa. Sarà mai possibile una Chiesa che sia più partecipativa, più trasparente, che renda conto anche alle comunità cristiane e ascolti la "Voce dei Fedeli"?
Ci stiamo confrontando con delle sfide che riguardano proprio la credibilità della Chiesa, del suo operato: mi viene in mente il XVI secolo, il secolo della Riforma e Contro Riforma, della grande divisione tra i cristiani europei. Prego proprio che questa crisi venga trattata con la dovuta serietà per non cadere in un’altro grande scisma.
Nicola Colasuonno
0 commenti | Commentipermalink
Inserita il 20/04/2010 10:54am
Nella veglia di Pasqua, fin dai tempi più antichi del cristianesimo, sono generati alla chiesa col Battesimo figli e figlie. E' tempo di raccolta che porta con sè tanta festa e soddisfazione. Non è tanto il missionario, quanto lo Spirito di Dio che continua a cambiare i cuori ed è veramente all'opera.
Ecco i dati che abbiamo ricevuto dalle nostre (saveriane) missioni:
- Burundi: 1197 battesimi (Kamenge 568, Gasura 335, Bugwana 294)
- Camerun/Ciad: circa 1215 battesimi: (Dana 64, Giugunta 87, Duala 470, Bafussam 151, Yaoundè 59, Giodo 128, Tagal 59, Gunu Gaya 65, Domo 54, Kumu 22, Berem 17, Pontkarol 39).
- RDCongo: circa 1289 (Ngene/Kasongo 46, Shabunda 50, Kavinvira 25, Luvungi 112, Kitutu 406, Mboko 50, Cahi/Bukavu 432, ISP/Bukavu 11, Nguba/Bukavu 50, Ndosho/Goma (nella foto la festa dopo i battesimi) 107.
- Mozambico: circa 623 battesimi: Chemba 40, Dondo 182, Sena 21, Charre 380.
- Sierra Leone: circa 405 battesimi: Makeni 70, Kabala 70, Fadugu 90, Kambia 10, Madina 30, Lungi 40 e Freetown-Kissy 95.
- Taiwan: Taipei/ Parrocchia San Francesco Saverio: 6 battesimi.
- Giappone: circa 35 battesimi.
- Indonesia: circa 245 battesimi dalle varie missioni di Giacarta, Mentawai, Siberut, Padang e Pekanbaru.
Per l'Italia ecco alcuni dati interessanti anche se spesso ignorati dalla grande maggioranza dei cristiani.
2005: 1044 adulti battezzati; 2007: 1302 adulti battezzati; 2008: + di 1500.
2010 - dati parziali: Reggio Emilia 13, Firenze 31, Genova 19, Novara 16, Verona 6, Padova 6, Milano 41, Roma 88, Torino 58.
Del tuo Spirito è piena la terra...
Nicola Colasuonno
0 commenti | Commentipermalink
Inserita il 02/04/2010 12:16pm
E’ tempo di raccolta in Francia. Durante la veglia pasquale del 3 aprile circa 3.000 adulti saranno battezzati ed entreranno nella Chiesa cattolica. Ancora, circa 5.000 adulti riceveranno il sacramento della Cresima, a Pasqua o alla conclusione del tempo Pasquale, il giorno d Pentecoste. Dicevamo, è tempo di raccolta nell’Esagono perché questo accade ormai da dieci anni! Ce lo riferisce il dossier de presse della Conferenza Episcopale Francese
Questi adulti vengono da parrocchie, cappellanie (universitarie o di case circondariale) o da movimenti di apostolato laicali. La loro età media? La maggioranza, 60% sono sotto i 40 anni (16 % sono studenti) e al 70% sono donne. C’è forse una grande disponibilità spirituale nelle donne? O perché sono “culturalmente” più responsabili dell’educazione in famiglia e quindi più provocate da una relazione con la Chiesa nell’accompagnamento familiare? Quanto agli uomini , forse che hanno un più grande “pudore” per le questioni “spirituali”?
Quante alle tradizioni religiose, 50% viene da un contesto cristiano, essenzialmente cattolico; alcuni ritengono di essere stati dei credenti, anzi cristiani, prima ancora di aver intrapreso il cammino catecumenale. L’altro 50% da altre religioni: il 5% dall’Islam e il 18 % erano atei, senza religione. Un evento della vita o un incontro può essere stato la causa per cominciare il percorso catecumenale verso il battesimo.
Ecco alcune motivazioni più specifiche: il matrimonio e/o la preparazione al matrimonio, l’avvicinarsi del battesimo del proprio figlio li hanno spinti a pensarci e a decidersi. Altri: “colmare un vuoto”, “dare un senso alla mia vita”, “conoscere e incontrare Gesù” e infine “il bisogno di perdonare”.
Nelle settimane dopo Pasqua riceveremo altre cifre dalle missioni in cui lavorano i saveriani. Anche qui è tempo di raccolta, e raccolta grande! Vi tengo informati.
In Italia, ho cercato, ma poche diocesi hanno dei dati precisi. Ma solo per avere un’idea, eccola: Bergamo, la cattolica (e leghista) Bergamo. Quest’anno gli “eletti”, quelli del battesimo, sono venti: 8 dall’Italia, 7 dall’Albania, 2 da Cuba, 2 dalla Nigeria ed 1 dalla Costa d’Avorio.
E nella tua diocesi? Hai un’idea? Compito a casa!!! Facci sapere il numero dei fratelli o sorelle che entreranno a far parte della tua comunità cristiana.
Nicola Colasuonno