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FEBBRAIO
2003
BENVENUTO,
PADRE LINO, E BUON LAVORO !
La
comunità saveriana di Cremona dà il benvenuto a padre
Lino. Egli viene a donarci la sua ricca e multiforme esperienza,
come maestro dei novizi saveriani ad Ancona e come animatore, a
Roma, delle pontificie opere missionarie. P. Lino Maggioni è
un esperto missionario, che ha girato mezzo mondo. E' un uomo attivo,
ma anche di profonda spiritualità. Per questo, tanti lo cercano
e lo richiedono per incontri, ritiri spirituali, conferenze, consigli
Ultima
spiaggia - si fa per dire - è Cremona, dove da alcuni mesi
si è inserito per svolgere l'attività di animazione
missionaria. Siamo certi che p. Lino si farà onore anche
a Cremona, nel prezioso servizio dell'animazione missionaria, soprattutto
tra i giovani degli oratori e gli studenti nelle scuole.
P.
Lino è uno scrittore. Ha uno stile immediato e facile, che
coinvolge e convince. Provate a leggere e mi direte se non è
vero
La
comunità saveriana ringrazia p. Evelino per il servizio che
ha prestato in mezzo a noi, dopo aver lavorato, per oltre trenta
anni, negli Stati Uniti e in Sierra Leone.
LA
RISPOSTA NEL CONGELATORE, PER VENT'ANNI
Da Bergamo a Cremona, passando per l'Africa
Lo
ricordo ancora come fosse ieri. Avevo sì e no tre anni e
mezzo quando, una mattina, verso le dieci e trenta, ho sentito risuonare
dentro di me la chiamata del Signore. Ricordo che ero nella stanza
dei miei genitori e seguivo mia madre che rigovernava il letto matrimoniale.
Più ci penso e più mi rendo conto che in quel momento
ho provato una sensazione di contentezza, così profonda,
così pacificante, così bella, come non ne ho più
conosciute in seguito. Ma la risposta l'ho tenuta in congelatore
per quasi vent'anni, fino al giorno in cui gli ho detto: "Signore,
hai vinto. Verrò con te, per sempre".
Un
viaggio che diventa pellegrinaggio
E sono partito, per il viaggio della mia vita. Un viaggio, un pellegrinaggio
Un viaggio che è diventato un pellegrinaggio, in cerca di
significati, di incontri sempre nuovi.
La partenza per la missione: la partenza della mia vita. Quante
missioni ho visitato, in tutto il mondo. Quante storie ho conosciuto!
Un giorno ho incontrato il Papa e mi ha ringraziato per il lavoro
che svolgevo. Il grazie del Papa, il grazie della chiesa
Quanti ringraziamenti ho ascoltato. Immeritati. Grazie che mi facevano
intendere quanto la gente è contenta quando sente parlare
di sapienza, di Dio, del vangelo, di gesti di bontà, sempre
apprezzati e che nutrono l'anima.
Di
villaggio in villaggio, come Gesù
In Congo ho camminato una settimana per visitare i catecumeni dei
villaggi dispersi sulle montagne che fanno da corona al lago Tanganika.
Partivo al mattino, camminavo fino al tramonto.
Quando, magari all'imbrunire, varcavo la soglia dell'ennesimo villaggio,
mi tornavano alla mente i racconti di quando era Gesù a compiere
lo stesso gesto. I bambini gli correvano incontro giulivi. La gente
gli presentava i malati perché li guarisse. La notte i notabili
del villaggio venivano a visitarlo per esporgli problemi su cui
avevano meditato a lungo, contenti di misurarsi con lui.
Mi sembrava che il tempo si fosse fermato. Dentro di me ero preso
dalla gioia di vedere le persone contente che Dio si interessasse
a loro.
Ora sono giunto a Cremona. Qui non conosco nessuno, ma so già
che è il Signore, lo stesso Signore che mi ha chiamato a
tre anni, per mandarmi qui. È sempre stato così, ogni
volta che i superiori mi hanno detto: "Prendi la valigia e
vai dove il Signore ti mostrerà".
Proprio
quel giorno, mentre arrivavo a Cremona
Eh no!
Proprio il giorno del mio arrivo in questa città
ho letto sul giornale il monito di Giovanni Paolo II: "Gli
uomini si sono allontanati da Dio. Non cercano più Dio. E
Dio, come al tempo dei profeti, li sta abbandonando a se stessi
".
Quanto mi ha fatto male quel monito! Anche perché ricordo
i discorsi positivi di questo Papa quando, ancora giovane, alzava
la voce per invitare tutti: "Spalancate le porte a Cristo".
E proprio a lui tocca adesso denunciare il fatto che gli uomini
hanno preso la strada che li allontana da Cristo.
A chi posso raccontare questa sofferenza intima, se non conosco
nessuno? Io che, nel mio piccolo, ho visto fiumi di giovani e di
anziani felici perché avevano sentito parlare, una volta
in vita loro, della bontà e della storia umana di Gesù
Cristo, il Figlio di Dio venuto sulla terra
Mi
piacerebbe incontrare qualcuno
Quanto mi piacerebbe incontrare qualcuno con cui parlare apertamente
di queste cose, che mi stanno tanto a cuore. Qualcuno che si unisse
a me nel cercare di fare qualcosa perché Dio, il cuore di
Dio, non si stanchi di questa povera umanità disastrata,
e del mondo, che è la casa dove ogni figlio dell'uomo cresce
Non so ancora perché il Signore mi abbia chiamato a Cremona,
che è divenuta la mia città, la mia diocesi. Ma, intanto,
comincio il mio cammino qui, pensando che sarebbe bello informare
tutti, con garbo ed educazione, ma con piena partecipazione del
cuore, che "far stancare Dio non è cosa bella!".
p.
LINO MAGGIONI, sx
"CHIESA,
TESTIMONE NELLA PROVA"
I sabati della Missione
Un'iniziativa
saveriana, estesa a tutta la diocesi e promossa in collaborazione
col Centro pastorale.
L'edizione
di quest'anno dei "Sabati della missione" ci fa viaggiare
in tutto il mondo, con il respiro della chiesa universale.
In particolare, incontreremo il volto sofferente e piagato di tanti
cristiani, che si trovano a vivere la loro fedeltà al vangelo
nella prova - talvolta nella persecuzione, non di rado fino al martirio.
Essi danno la vita, in comunione con Cristo, per gli stessi fratelli
da cui sono rifiutati e condannati a morte.
Proponiamo di fare un viaggio attraverso i continenti per condividere
il coraggio della testimonianza, seguendo il Cristo povero, umile,
carico della croce.
L'esempio di tanti fratelli e sorelle sia, anche per noi, motivo
per testimoniare la fede nella nostra storia e nella nostra cultura.
Incontrando "la chiesa, fedele nella prova", vogliamo
ritrovare i motivi più profondi della nostra fede. I motivi
che ci aiutano ad amare Dio e i fratelli senza condizioni; che ci
fanno vivere per la giustizia e per la pace; che ci dispongono a
perdere la vita, per ritrovarla in Cristo.
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