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FAMA DI SANTITA' "
dal decreto sull'eroicità delle virtù
emesso dalla Congregazione delle Cause dei santi l'11 Febbraio 1982
a firma del Card. Palazzini
"La
fama della sua virtù era tale che tutto il popolo di Parma
pianse la sua morte e onorò i suoi funerali con un concorso
mai visto di popolo. La voce pubblica lo proclamava santo e la fama
di prodigi operati in vita e dopo morte si diffuse ben presto per
l'intera regione, giungendo, attraverso i suoi figli missionari,
fino alle più lontane terre.
La
sua fede viva traspariva da ogni sua parola e da ogni suo atto,
la fiducia illimitata della Divina provvidenza era il suo sostegno
di ogni tribolazione, mentre la sua inesauribile carità verso
Dio e verso i fratelli era visibile a tutti. La fede, la speranza
e l'amore lo spinsero a fondare l'Istituto missionario e gli furono
sostegno nelle difficoltà senza numero che egli ebbe ad incontrare,
sia nella realizzazione del suo Istituto che nel difficile governo
della diocesi.
Figura
centrale e polarizzante dell'episcopato italiano del primo trentennio
del secolo, tra fermenti e trasformazioni non indifferenti, il Servo
di Dio ha dimostrato sempre un comportamento eroico, in un crescendo
continuo, dalla giovinezza all'età matura, fino al momento
della morte: alle benemerenze rese dalla Chiesa per il suo straordinario
zelo per l' opera missionaria e nel lungo governo episcopale, egli
ha aggiunto l' esercizio eroico delle virtù cristiane, sacerdotali
e pastorali, offrendo un fulgido esempio di vita apostolica congiunta
alla professione dei consigli evangelici e alla più intensa
contemplazione.
Egli offre anche un esempio di una santità che non consiste
in opere spettacolari, ma nell'umile, fedele, costante adempimento
della volontà di Dio in ogni momento della vita. In questo
nostro tempo, nel quale la fede è continuamente insidiata
dal razionalismo, dalla secolarizzazione, dal materialismo e dalla
ricerca di ogni piacere della vita, il Servo di Dio ci richiama
il pensiero che la Fede è il tesoro più grande e che
ad essa dobbiamo ispirare tutto il nostro modo di pensare, di giudicare,
di agire, di comportarci come si comporterebbe Cristo che è
il Modello insigne da imitare e che deve formare il centro di ogni
nostro pensiero ed affetto.
Infine,
in questa rinascita missionaria della Chiesa, dopo il Concilio Vaticano
II, il Servo di Dio richiama a tutti, a cominciare dai Vescovi,
il dovere fondamentale del Popolo di Dio di prendere la propria
parte nell'opera missionaria presso le Genti, collaborando ciascuno
secondo le proprie possibilità, i propri mezzi, il proprio
carisma e il proprio ministero (Cfr. AG 35 e
28).
Egli ha insegnato con la sua vita che è possibile "allargare
la vasta trama della carità sino ai confini della terra,
dimostrando per quelli che sono lontani la stessa sollecitudine
che si ha per coloro che sono membri della propria comunità"
(Cfr. AG37).
Introduzione
- Note Biografiche - Bibliografia
- "Fama di santità"
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